domenica 24 novembre 2013

Padroni del tempo e del clima a dirlo il Sole 24ore

Oddio al Sole24ore sono COMPLOTTISTI!!! Ma guarda un pò tu e chi l'avrebbe mai detto!!! Cito:

“Oggi non meno di 40 paesi utilizzano questa tecnica, con 150 progetti in esecuzione e un consumo mondiale annuo di circa 50 tonnellate di sali d'argento – anche se si vanno moltiplicando le denunce sulla loro possibile pericolosità per la salute umana. Se considera che la "dose" normale singola utilizzata per provocare la precipitazione è di 20-30 grammi, significa che annualmente avvengono circa 2 milioni di "trattamenti"

“Ovviamente può essere ancor più importante limitare le piogge che produrle. Specie nel caso di tifoni e uragani. Per fare ciò, è possibile cospargere le nuvole da trattare con un apposito polimero polverizzato, in grado di assorbire acqua fino a 1.500 volte il proprio peso. La reazione forma una sostanza gelatinosa che cade al suolo, riducendo così l'intensità della precipitazione.”

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Il sogno è antico quanto l'uomo: dominare gli elementi atmosferici, piegarli al proprio volere e bisogno. Ma se il sogno è rimasto tale per millenni, da qualche tempo l'uomo sta imparando a trasformarlo in realtà. Anche se con enormi difficoltà e qualche clamoroso infortunio. Come quello subtito dalle autorità cinesi una decina di giorni or sono, quando un tentativo di tramutare in pioggia alcune nubi di passaggio su Pechino, afflitta da due mesi di siccità, si è trasformato in disfatta: un fronte freddo ha cambiato la pioggia in neve e la conurbazione Pechino-Tientsin (oltre 30 milioni di abitanti) si è fatta cogliere impreparata, con una conseguente paralisi dei trasporti per varie ore.
Il primo serio tentativo di modificare il clima può essere ritenuto l'invenzione del cannone antigrandine: Albert Stiger, sindaco della città austriaca di Windisch-Feistritz nonchè viticoltore, nel 1896 ne ideò un esemplare il cui principio di funzionamento secondo alcuni era di tipo acustico, secondo altri si basava sulla produzione di denso fumo le cui particelle confluivano nella nube creando nuclei di condensazione supplementari per aumentare la dispersione delle gocce. Sulla prima tipologia (onde d'urto, generate da acetilene mescolato con ossigeno iniettato sotto pressione) si basano gli ultimi tipi di cannone in sperimentazione. Secondo molti meteorologi, si tratta comunque di mezzi del tutto inutili (e di uso sempre più limitato): l'effetto si concentra sui 4mila metri, mentre la grandine, alle nostre latitudini, si forma ad altezze comprese tra 6-7.000 e 10-11.000 metri.

Sali portentosi
In epoca contemporanea l'innovazione di maggior successo è giunta invece da Bernard Vonnegut, scienziato americano della General Electric, che nel novembre 1946 constatò come nuclei di ioduro d'argento fossero in grado di catalizzare l'umidità contenuta nelle nubi trasformandola, a seconda della temperatura dell'aria, in acqua o in neve.
Il processo è divenuto ormai molto comune grazie soprattutto al perfezionamento dell'impiego che Israele per primo ne fece negli anni 50 e 60 al fine di sfruttare ogni possibile risorsa idrica per il proprio suolo assai arido. Oggi non meno di 40 paesi utilizzano questa tecnica, con 150 progetti in esecuzione e un consumo mondiale annuo di circa 50 tonnellate di sali d'argento – anche se si vanno moltiplicando le denunce sulla loro possibile pericolosità per la salute umana. Se considera che la "dose" normale singola utilizzata per provocare la precipitazione è di 20-30 grammi, significa che annualmente avvengono circa 2 milioni di "trattamenti", la metà dei quali effettuati dalla Cina. Il metodo più promettente, nato in Sudafrica e rapidamente diffusosi fino in Messico, appare però quello del ricorso a sali igroscopici (calcio e sodio).
Ovviamente può essere ancor più importante limitare le piogge che produrle. Specie nel caso di tifoni e uragani. Per fare ciò, è possibile cospargere le nuvole da trattare con un apposito polimero polverizzato, in grado di assorbire acqua fino a 1.500 volte il proprio peso. La reazione forma una sostanza gelatinosa che cade al suolo, riducendo così l'intensità della precipitazione.
Ma quali sono i principali paesi che puntano a realizzare modifiche climatiche? Oltre a Israele, già citata, naturalmente troviamo gli Usa, sia con programmi di piogggia artificiale sugli Stati più aridi dell'Ovest, sia con l'ambiziosa speranza di poter deviare gli uragani e i tornado che affliggono il paese. Infatti, secondo un recente studio del National Hurricane Center che ha esaminato il periodo dal 1900 al 2005, la media annua dei danni è risultata di circa 10 miliardi di dollari, con punte di 150 miliardi nel 2004-05 e di 140-157 ai valori attuali per l'uragano che nel 1926 devastò Miami.

Il caso Chernobyl
La Russia, che durante la Guerra fredda aveva tentato di sviluppare un programma di controllo meteo in risposta agli analoghi sforzi Usa, ha largamente accantonato queste velleità anche per la grave carenza di fondi statali. E non si sa quindi quali siano le reali capacità raggiunte in materia, oltre alla padronanza nell'impiego dello ioduro d'argento (vedi cronologia a lato). Nel novembre 1997 – secondo quanto scrisse la giornalista americana di origine malese Chen May Yee per il Wall Street Journal – Mosca si offrì di aiutare la Malaysia, minacciata dal fumo degli enormi incendi che stavano devastando la vicina isola di Sumatra, creando un tifone per spegnere i focolai. Con mezzi e risultati peraltro ignoti. Più probabile che sia riuscito il disperato tentativo d'inseminare di ioduro d'argento le nubi causate dall'incidente di Chernobyl, per circoscrivere la diffusione di dosi micidiali di radioattività.
I progressi più vistosi li sta comunque compiendo la Cina. Il gigante asiatico ha creato un "Dipartimento per la modifica del clima", nell'ambito dell'Accademia cinese delle scienze meteorologiche, forte di ben 35-37mila tecnici – alcuni dei quali agricoltori cui sono affidati cannoni anti-aerei modificati e razzi anti-grandine, pare in numero superiore a 12mila pezzi, oltre a una trentina di aerei totalmente dedicati a tale compito. Il budget di Pechino è enorme, specie in confronto alle risorse ben più modeste mobilitate dagli altri paesi: ben 500 milioni nell'ultimo quinquennio. Ma gli obiettivi (e le necessità) sono altrettanto grandi. La Cina mira a contrastare gli effetti di distorsioni ambientali di crescente gravità: siccità sempre più frequenti, desertificazione che dilaga nella regione lungo il confine mongolo, alluvioni e tifoni disastrosi, inquinamento elevatissimo, specie a Pechino, che pioggie più frequenti potrebbero alleviare. Anche se i risultati già ottenuti appaiono notevoli: l'agenzia d'informazioni cinese valuta in 250 miliardi di tonnellate la pioggia artificiale prodotta tra il 1999 e il 2006.
Cristalli igroscopici
Aumentano le sostanze adatte
Alcune sostanze, dette glaciogene, favoriscono il formarsi di cristalli di ghiaccio. La più nota di queste è lo ioduro d'argento che, per le sue caratteristiche chimico-fisiche, agisce come nucleo di congelamento. Se un cristallo di ioduro d'argento viene a contatto con goccioline d'acqua, facilita il loro congelamento, cioè la formazione di cristalli di ghiaccio. Lo ioduro d'argento fu inizialmente utilizzato poichè i suoi cristalli hanno una forma simile a quella esagonale dei cristalli d'acqua. In seguito si è compreso che tale caratteristica geometrica non è indispensabile: vi sono infatti molte altre sostanze (sali) che hanno cristalli delle più diverse forme e agiscono al pari dello ioduro d'argento.

I tentativi recenti
2 novembre - Pechino
L' "Ufficio per la modifica e il controllo del clima" decide d'impiegare 186 dosi di ioduro d'argento per inseminare un sistema nuvoloso in transito, allo scopo di limitare i danni di una persistente siccità. Ma un repentino calo della temperatura trasforma la pioggia in un'abbondante nevicata.
16 ottobre - Mosca
Il sindaco della capitale russa, Yuri Luzkhov, s'impegna a garantire alla città un inverno senza neve disperdendo le perturbazioni in arrivo. Costo stimato: 6 milioni di dollari (contro 10 milioni per lo sgombero neve).
1° ottobre - Pechino
18 aerei attrezzati "trattano" le nubi che minacciano la parata militare che celebra i 60 anni della Rpc: in effetti, essa si svolge all'asciutto.

sabato 23 novembre 2013

Secondo i Meteorologi Austriaci, la Catena Alpina è in netto raffreddamento, altro che surriscaldamento globale!

http://www.huffingtonpost.de/dominik-jung/die-alpen-trotzen-der-kli_b_4300905.html?utm_hp_ref=tw


AUSTRIA: I METEOROLOGI SONO SORPRESI DAL SILENZIO SUL RAFFREDDAMENTO DELLA CATENA ALPINA Dati valutati dall'istituto meteorologico ZAMG austriaco ora mostrano inequivocabilmente che le Alpi mostrano un trend al raffreddamento nel corso degli ultimi 20 anni e più a lungo "in alcuni luoghi massicciamente" così grossolanamente contraddicendo i modelli da computer che prevedevano invece un mitigarsi del clima. Il report del meteorologo tedesco Dominik Jun sui dati che egli stesso ha valutato dalle Alpi afferma: "Siamo ovviamente molto lontani da inverni più miti. La tendenza in realtà si sta muovendo nella direzione opposta! Qualche anno fa i ricercatori hanno invitato le località di sport invernali delle Alpi a ridurre i loro investimenti in inverno degli impianti sportivi - a causa delle temperature medie sempre crescenti, di cui ben presto non sarebbe valsa la pena. Quindi ci chiediamo, di quale aumento delle temperature stessero parlando? " Alcuni luoghi hanno visto un "raffreddamento massiccio". Secondo un studio di esperti condotto dal Zentralanstalt für Meteorologie und Geodynamik (ZAMG), il servizio meteorologico austriaco dello Stato, utilizzando i dati meteorologici degli ultimi 20 anni o più: " Gli inverni infatti sono presenti essere diventati sempre più freddi negli ultimi 20 anni, e in alcuni luoghi in modo piuttosto massiccio. Gli ultimi due inverni a Kitzbühel erano in realtà i più freddi degli ultimi 20 anni ". Jung scrive poi che anche altri quattro stazioni di alta quota delle Alpi sono stati valutati: Zugspitze in Germania, Schmittenhöhe in Austria, Sonnblick in Austria e Säntis in Svizzera. Tutte diedero lo stesso risultato sorprendente: I dati mostrano che gli inverni nelle Alpi negli ultimi decenni sono diventati significativamente più freddi". Jung scrive che i dati da lunghe serie di dati supplementari 20-30 anni furono esaminati, "proprio come i climatologi insistono sempre." Jung poi informa i lettori che ha chiesto agli esperti meteorologici austriaci sul posto cosa ne pensassero dei risultati. Secondo Jung, la reazione è stata sia un silenzio di tomba indotta da shock, o tentativi di minimizzare i risultati. Jung ipotizza che la ragione per cui meteorologi e climatologi non vogliono sentir parlare di risultati è perché "non si adatta con la loro visione del mondo ." Dopo tutto, solo pochi anni fa si faceva strada la teoria circa le loro previsioni di inverni senza neve e che lo sci era solo per essere disponibile ad estremamente elevate altitudini. Purtroppo i dati non si possono smentire, solo ignorare. Fonte:http://www.huffingtonpost.de/dominik-jung/die-alpen-trotzen-der-kli_b_4300905.html?utm_hp_ref=tw
 


Nota: Il raffreddamento della Catena Alpina Europea si aggiunge alla cospicua *lista di dati* da buona parte delle regioni del pianeta che mostrano un deciso raffreddamento termico negli ultimi decenni. * http://expianetadidio.blogspot.it/2013/11/il-decremento-termico-del-pianeta.html
 


* Ovviamente se gli scienziati che cercavano di sconsigliare investimenti per per il futuro sugli sport invernali erano quelli del Ipcc (Pannello Internazionale di Previsione dei Cambiamenti Climatici), possiamo pure ignorarli. http://expianetadidio.blogspot.it/2013/11/austria-i-meteorologi-sono-sorpresi-dal.html
 


(Roberto Ojmjakon)

la scienza marcia e la menzogna globale: L'uragano nelle FIlippine (azione-reazione-soluzio...

la scienza marcia e la menzogna globale: L'uragano nelle FIlippine (azione-reazione-soluzio...:

"Sarà un caso il fatto che era in corso una disputa sull'accesso USA alle basi militari delle Filippine? Sarà un caso il fatto che adesso con la scusa dell'uragano e degli aiuti umanitari, i militari USA stanno dislocando sul territorio dell'arcipelago uomini e mezzi militari?"

Chemtrails : de la légende urbaine à la réalité scientifique

Interessante articolo francese che ripercorre la storia delle scie chimiche....o parte di essa comunque

Scie chimiche da leggenda metropolitana a realtà scentifica

Fin 2013, les autorités préparent le public à accépter l'existence des chemtrails, cependant, l'affaissement du bouclier magnétique terrestre est toujours occulté, on préfère parler de réchauffement climatique.
À ce stade, réveler l'entière vérité pourrait avoir des conséquences désastreuses.
Chemtrails : de la légende urbaine à la réalité scientifique
Le réchauffement climatique se révèle comme un dogme religieux. On y croit, on n'y croit pas ou on doute. L'agnosticisme climatique étant sans doute une forme intelligente pour ne pas prendre les prévisions des experts du GIEC pour paroles d'évangiles. Ceux-ci s'étant trompés sur la dynamique du réchauffement. Même les plus ardents défenseurs de la cause « anthropique » (changement climatique provenant de l'activité humaine) ne s'aventurent pas quant à l'impact du réchauffement sur les populations humaines et leurs facultés d'adaptation.
Une nouveauté dont personne ne parle au grand public est l'ajout d'un volet sur la géo-ingénierie conçu comme une sorte de plan B si les sombres prévisions des scientifiques du GIEC (d'ailleurs contestées par ceux qu'on appelle les « climato-sceptiques ») venaient à se réaliser.
Chemtrails : de la légende urbaine à la réalité scientifique
Qu'est ce que la géo-ingénierie ?
Autrefois reléguée à des délires de pseudo-scientifiques ou des incontournables conspirationistes, lagéo-ingénierie est l'étude et la mise en place de techniques permettant de contrer par des moyens physiques ou chimiques les effets d'un réchauffement climatique.
Il existe deux grands types de techniques :
1) Les C.D.R. (carbone dioxide removal), il s'agit essentiellement de pouvoir absorber le dioxyde de carbone responsable de l'effet de serre.
2) Les S.R.M (solar radiation management), soit renvoyer une partie du rayonnement solaire, ce qui aboutirait donc à un moindre ensoleillement, donc à une baisse des températures.
Du sulfate de fer dans l'océan aux arbres Monsanto
Comment absorber le carbone ? La fertilisation des océans par des tonnes d'urée et de sulfate de fer déversées dans les mers devrait augmenter le phytoplancton qui capte le dioxyde de carbone. Or les expériences dans ce domaine se sont avérées catastrophiques. L'utilisation de sulfate de fer provoqua un désastre écologique et ce projet fut abandonné.
L'actuel programme consiste désormais à faire pousser des arbres et des plantes génétiquement modifiés en vue de capter plus de carbone que la flore naturelle. Une des solutions prônées serait en quelque sorte de créer des forêts Monsanto. Des super-capteurs de carbone en quelque sorte. Vu le pedigree de cette firme, on imagine facilement la transformation totale de l'écosystème, de la tomate au sapin. Des OGM pour lutter contre le réchauffement climatique ; avouons que l'imagination de nos scientifiques est sans limite.
Chemtrail : de la légende urbaine...
Les chemtrails (traînées chimiques) sont issues d'une théorie et d'observations de citoyens à travers le monde qui remarquèrent l'étrange comportement des traînées de condensation (contrails) laissées par les avions. Les chemtrails restent très longtemps (des heures) après le passage des avions et les traînées forment lentement de véritables lignes nuageuses couvrant le ciel. Contrairement aux vapeurs classiques, les chemtrails seraient composées de particules d'aluminium, de baryum et de polymères microscopiques voire d'autres éléments encore plus néfastes.
Ils peuvent être largués par des avions militaires comme les épandages par l'US Army de défoliants (dits « agent orange ») sur le Vietnam. Mais certains n'hésitent pas à affirmer que ces particules chimiques sont pulvérisées à partir d'avions de lignes simplement par l'adjonction de produits dans le kérosène.
Dès lors, vu le nombre d'avions de lignes, l'épandage chimique par chemtrails peut recouvrir des zones géographiques très larges et passer inaperçu aux yeux du citoyen lambda.
Par contre, les dommages pour la santé seraient (si cette thèse était prouvée) désastreux. L'aluminium ingéré même sous forme microscopique provoque entre autres des maladies mentales et une dégénérescence nerveuse. Les conséquences sur la santé humaine, sur la flore et la faune sont si nocives et si nombreuses qu'il serait difficile d'imaginer les raisons pour lesquelles des gouvernements s'amuseraient à injecter des produits toxiques dans le kérosène des avions pour épandre des fibres d'aluminium sur leur propre territoire et intoxiquer ainsi la population. Les chemtrails : encore une théorie conspirationiste née sur le net parmi d'autres ?
Chemtrails : de la légende urbaine à la réalité scientifique
Chemtrails : ...à la réalité scientifique.
Le projet « Chemtrail » existe pourtant bel et bien et reste la plus probable solution actuelle selon certains scientifiques. Epandre le plus possible de particules chimiques en altitude permet effectivement de lutter contre le réchauffement climatique. L'aluminium ainsi dispersé dans l'atmosphère va réfléchir les rayons du soleil et donc refroidir la planète.
En février 1998, le Parlement européen a tenu une série d'auditions sur les effets néfastes de cette géo-ingénierie. Les plaintes et les interrogations de centaines d'associations dans le monde s'érigeant contre des épandages chimiques prenant parfois la forme de filaments blanchâtres retombant sur les habitants furent donc prises en considération.
Il est également remarquable que pour une soi-disant théorie issue de cerveaux farfelus, la question des chemtrails se retrouve tant au Parlement européen que dans un rapport du GIEC !
Le Parlement interrogea le gouvernement américain sur l'utilisation d'épandages sur le territoire européen mais Washington n'apporta aucune réponse. No comment.
Ensuite, on parla d'expériences limitées, de projets militaires et d'expérimentations scientifiques ... Bref, pas de quoi en informer le vulgus populi, qui de toute façon ne comprend jamais rien selon nos élites.
Chemtrails : de la légende urbaine à la réalité scientifique
Le billard américain à trois bandes.

Les chemtrails sont issus d'expériences militaires américaines consistant à poursuivre des recherches de contrôle du climat à des fins militaires. Les chemtrails sont souvent associés d'ailleurs à l'utilisation de HAARP, du nom de cette curieuse installation jouant sur l'ionosphère qui fait l'objet de très nombreuses interrogations.

Un rapport très détaillé de l'US air Force datant de 1996 (Weather as a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025) démontre que les Etats-Unis travaillent depuis des décennies en vue de manipuler et maîtriser le climat, y compris pour des « opérations internationales» (sic).

En 1997, Edward Teller préconise « la mise en place d'un bouclier pour renvoyer les rayons solaires» Or, M. Teller n'est pas un climatologue mais un des « pères » de la bombe H et un défenseur du projet de « guerre des étoiles » du Président Reagan encore plus d'actualité sous la législature Obama.

Enfin en septembre 2002, c'est Colin Powell qui admet lors d'un sommet des Nations Unies sur le développement durable que « nous (les USA) sommes engagés dans un programme de plusieurs milliards de dollars pour développer et déployer des technologies de pointe pour atténuer l'effet des gaz à effet de serre».

Des technologies de pointe, des milliards de dollars ?

Alors, partant du principe qu'un réchauffement climatique serait apocalyptique à terme, des scientifiques se mettent naturellement à chercher des solutions, des plans « B ». Jusque là, rien d'étonnant.
Dans un second temps, la solution technique préconisée et déjà expérimentée coïncide exactement avec des projets militaires de domination climatique menés par les américains depuis au moins 20 ans.
Sans s'avancer trop dans les spéculations, nous nous contenterons d'admirer le triptyque :Réchauffement climatique- solution scientifique- usage militaire. Coïncidence? Hasard ? Récupération par les militaires d'une réalité climatique ? Gigantesque manipulation de l'opinion publique ? Chacun aura sa vérité.
Par contre, la géo-ingénierie en tant que solution à un changement climatique est sur la table. Des arbres Monsanto à l'épandage chimique en passant par le déversement de sulfate de fer dans les océans, rien ne nous sera épargné si la météo venait à perdre le Nord. Sale temps sur la planète.
http://french.ruvr.ru/2013_10_09/Geo-ingenierie-ou-quand-le-ciel-vous-tombera-sur-la-tete-9946/

UN MONDO GUIDATO DA PAZZI PSICOPATICI: Zhirinovsky minaccia il mondo.

venerdì 22 novembre 2013

Sette Vulcani in sei paesi diversi hanno cominciato ad eruttare uno dopo l'altro

Anomalie nello spazio, anomalie sulla Terra.  Mercoledì 20 novembre l’Agenzia meteorologica giapponese ha fatto sapere che un’eruzione vulcanica ha creato una nuova isola al largo della costa di Nishinoshima, una piccola isola deserta nell’arcipelago delle isole Ogasawara, a mille chilometri a sud di Tokyo.

La nuova isola ha un diametro di 200 metri ed è alta 20 metri. Durante tutta la giornata di giovedì, dal suo cratere sono fuoriusciti lapilli, lava e una colonna di fumo e vapore alta fino a 660 metri. Un vulcanologo della guardia costiera, Hiroshi Ito, ha spiegato che se l’attività del vulcano cessasse l’isola sarebbe sommersa dal mare ed erosa nel tempo, ma altrimenti potrebbe «anche restare in modo permanente». Giovedì 21 durante una conferenza stampa il capo di gabinetto giapponese Yoshihide Suga ha confermato la formazione dell’isola e ha aggiunto che «se diventa un’isola, le acque territoriali del nostro paese si espanderanno». Era dal 1974 che non si registrava un’attività vulcanica nella zona di Nishinoshima.. A quasi 7000 miglia di distanza, in Messico, il vulcano Colima è esploso e ha mostrato tutta la sua potenza, dopo un periodo di relativa calma. Una nuvola rosa di vapore e cenere si è alzata per due miglia nel cielo e il brontolio della montagna è stato ascoltato in città a pochi chilometri di distanza.
In Guatemala la ‘montagna di fuoco’ ha buttato fuori lava e ha emesso una nube di cenere piroplastica moderata provocando una caduta di cenere nella vicina città. Le esplosioni e le onde d’urto che si sono verificate nel vulcano sono state ascoltate dai residenti fino a oltre 6 chilometri di distanza. Porte e finestre sono state danneggiate dalla deflagrazione, ma non vi è stato alcun ferito grave finora. Nel Vanuatu il vulcano Yasur sta dando motivo di preoccupazione per una possibile eruzione violenta, anche se le esplosioni sono piuttosto deboli e la cenere continua a volare e a cadere sui terreni agricoli.
In Italia, l’Etna sta mettendo su uno spettacolo. L’attuale eruzione iniziata pochi giorni fa, sta diventando sempre più forte con il passare del tempo. Una massiccia eruzione ha illuminato il cielo e disturbato i residenti delle abitazioni dei paesi vicino all’Etna. La nube di cenere è abbastanza alta bloccare l’aeroporto di Catania e devere i voli cancellati.
 In Indonesia una nube di cenere alta 4 km sta rendendo difficile la vita per i residenti. Il Monte Sinabung è tornato ad eruttare dopo 200 anni. Un piccolo risveglio di questo vulcano c’è stato nel 2010, quando le autorità avevano richiesto l’evacuazione di oltre 6000 persone. Gli scienziati temevano una grande eruzione e oggi c’èstata.  Per ora non ci sono stati flussi di lava molto forti, ma la nube di cenere sta crescendo.
 Così molti vulcani che eruttano insieme e che generano tanto gas, ceneri e particelle che vengono immesse in aria può avere un effetto sul clima, questo è un fatto scientifico. Non sto dicendo che questi vulcani annunciano l’inizio di una nuova era glaciale, ma il pianeta certamente sembra essere sempre un pò più attivo rispetto al passato. Grandi eruzioni continuano ad immettere una quantità enorme di particolato in atmosfera, e queste particelle riflettono la luce del Sole, facendo cosi abbassare la temperatura del pianeta. 
L’ eruzione del Monte Pinatubo aveva abbassato la temperatura di circa 0,5 ° C in tutto l’emisfero settentrionale. Considerando che siamo in un periodo di raffreddamento, in ogni caso, l’eruzione di tanti vulcani tutti insieme in una volta, non è buono. A parte gli effetti devastanti della lava e cenere possono avere sulla vita di coloro che vivono vicino agli stessi vulcani, gli impatti globali possono essere enormi. Gli spasmi della terra arrivano senza preavviso, ma allo stesso tempo tali spasmi dovrebbero essere un campanello d’allarme per tutti noi, che il cambiamento può avvenire in un batter d’occhio. Meglio essere preparati per questo.
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