mercoledì 16 maggio 2012

I cinquemila intellettuali da tutto il mondo contro la discarica accanto a Villa Adriana - Corriere Roma


 Non credo ci possano essere parole per un'azione criminale come quella che Pecoraro vuole continuare a portare avanti. Che crimine è? Io non lo so. Ma da romana quale sono, mi sento totalmente ed inevitabilmente coinvolta. Il solo pensiero che esista una creatura capace di mettere a rischio la principale sorgente di acqua di una città grande e popolata come Roma mi disgusta e mi lascia totalmente svuotata della serie "me fa cadè le braccia! ", senza nulla togliere a nessuno, è gravissimo anche archeologicamente parlando ed ha comunque peso, ma rischiare di avvelenare un'intera città.....come si può anche solo pensarlo?!
Siamo davvero a questo punto?! Devo credere che chissà chi lassù (e non intendo il paradiso, ma la punta della piramide) per sete di qualcosa ...potere o soldi o che ne so non importa cosa, importa che per sete di qualcosa ha deciso proprio che dobbiamo diminuire drasticamente? E devo credere che il lungo tentacolo sia arrivato fino a noi a Roma dove ha ordinato, chiesto....imposto o quello che è, ad un tizio pinco pallo di costruire una cavolo di megadiscarica capace di accogliere l'enorme quantità di immondizia che tutti produciamo? Bruciarla alle spalle di un Castello, avvelenare l'intera area circostante agricola....e farci correre il rischio che un incidente x qualunque potrebbe farci ammalare tutti o morire tutti?! Perchè diciamocelo, gli incidenti capitano.....è la ruota che gira, è il karma, è l'energia superiore, è quello che volete.....ma comunque gli incidenti capitano!
Come non sentirsi afflitti da tutto questo? Io non sono esperta di niente, non sono un pinco pallo famoso e ricco che riceve un mare di soldi, tanto da non sapere più che cavolo farci......io sono solo una mamma, una moglie, una figlia.....ma chi di noi non lo è? Lo siamo tutti....tutti siamo mamme o padri, siamo mariti o mogli, siamo figli o figlie di qualcuno....e quel qualcuno a sua volta è tutto questo....questo non ci dovrebbe accomunare tutti?! Non dovremmo essere tutti uniti....siamo tutti figli e creatori della stessa cosa....di noi!
Il pinco pallo.....è forse esonerato?! No....non credo, anche lui è figlio, è padre.....è marito....e andando sempre più su....fino al famoso lassù....chi c'è lassù non è forse padre o madre? Non è forse figlio o figlia? Non è forse marito o moglie di qualcun altro?! Ve lo giuro, io non ho parole...
Io non capisco.
<la riproduzione di questo mio commento personale è libera senza bisogno che mi citiate quale fonte....il pensiero è libero, appartiene a tutti noi nessuno ne può e ne dovrà mai essere proprietario, quindi, se vi piace e volete fare di lui il "copia&incolla" fate pure. Il resto che segue invece è del Corriere. Trovo giusto indicare da cosa è scaturito il mio pensiero sopra.> 


Questo è ciò di cui parlo preso dal  sito del corriere al seguente link:
I cinquemila intellettuali da tutto il mondo contro la discarica accanto a Villa Adriana - Corriere Roma

Contro il nuovo sito per i rifiuti di Roma si oppongono anche due ministri, Alemanno e gli ambientalisti. Ma il prefetto di Roma Pecoraro non demorde: va fatta lì

ROMA - Gli ha detto «non se ne parla» il ministro dell'Ambiente, glielo ha ribadito il ministro dei Beni Culturali, glielo hanno ripetuto il sindaco di Roma, l'Unesco, Italia Nostra, la gente del posto, l'Autorità di bacino e migliaia di intellettuali di tutto il mondo. Niente da fare: il Commissario ai rifiuti vuol fare la discarica proprio lì, a due passi da Villa Adriana.
Di GIAN ANTONIO STELLA
All'estero non ci vogliono credere, che un paese che si vanta di essere una delle culle della cultura possa solo ipotizzare di costruire la nuova pattumiera della capitale, in seguito all'inevitabile chiusura dello storico immondezzaio di Malagrotta (dopo mille rinvii e l'ammasso di 36 milioni di tonnellate di pattume) a 700 metri dall'area vincolata della maestosa residenza dell'imperatore Adriano. (guarda l'area)
L'area dove potrebbe essere realizzata la nuova discarica di Roma (Infografica Corriere della Sera)
Ieri sera i firmatari (appoggiati da una mozione votata dalla Société Française d'Archéologie Classique) erano già quasi cinquemila. Da Lisa Ackerman, vicepresidente esecutiva del World Monuments Fund, ad Alain Bresson dell'Università di Chicago, dall'archeologo Tonio Hölscher di Heidelberg all'architetto Richard Meier, da Salvatore Settis a vari docenti di Oxford e Berkeley, Harvard e Cambridge. Per non dire delle personalità di spicco del Louvre, del Prado, del Getty Museum di Malibù, dell'Hermitage di San Pietroburgo, del Kunsthistorisches Museum di Vienna...
Ieri sera i firmatari (appoggiati da una mozione votata dalla Société Française d'Archéologie Classique) erano già quasi cinquemila. Da Lisa Ackerman, vicepresidente esecutiva del World Monuments Fund, ad Alain Bresson dell'Università di Chicago, dall'archeologo Tonio Hölscher di Heidelberg all'architetto Richard Meier, da Salvatore Settis a vari docenti di Oxford e Berkeley, Harvard e Cambridge. Per non dire delle personalità di spicco del Louvre, del Prado, del Getty Museum di Malibù, dell'Hermitage di San Pietroburgo, del Kunsthistorisches Museum di Vienna... 
Una sollevazione. Che da una parte ci consola per l'amore che riconosciamo nel mondo verso i nostri tesori, dall'altra ci fa arrossire di vergogna. E ci ricorda quella tremenda battuta che girava tra gli intellettuali stranieri dopo l'infelice insistenza di chi come il Cavaliere sbandierava che l'Italia ha «il 50% dei beni artistici tutelati dall'Unesco». Diceva quella battuta: «L'Italia ha la metà dei tesori d'arte mondiali. L'altra metà è in salvo». Umiliante. 
Non c'è solo la residenza imperiale famosa nel mondoper il Ninfeo e il Teatro Marittimo, i Portici e le Grandi Terme e per le «Memorie di Adriano» di Marguerite Yourcenar. Ci sono intorno ampi spazi dove ancora si può vedere quanto belli fossero quei dintorni di Roma che abbagliarono i grandi visitatori del passato e antichi manieri medievali come quello che domina l'ex cava destinata a diventare una discarica e liquidato dagli esperti prefettizi, con una definizione furbetta tesa a non impensierire i custodi delle belle arti, come un «manufatto edilizio denominato Castello di Corcolle».
Macché, a stretto giro di posta il prefetto Giuseppe Pecoraro, rispondeva al sindaco a brutto muso: «Nella vita di un funzionario pubblico a volte bisogna fare scelte obbligate anche se dolorose. Da parte mia non c'è naturalmente alcuna intenzione di ledere alcun territorio, ma il mio obiettivo è superare l'emergenza, e per farlo bisogna fare delle scelte. E l'obiettivo primario che mi guida è l'interesse pubblico». Avanti tutta: la discarica la vuole proprio a Corcolle. 
Eppure va detto che questa volta, con l'eccezione della presidente della Regione Lazio Renata Polverini, un po' tutte le autorità locali e nazionali hanno usato parole nette. «Qui la discarica non si può e non si deve fare», ha tuonato l'altro ieri Gianni Alemanno. Due ore più tardi, sul suo blog si appellava «al commissario e a tutte le autorità competenti» spiegando che lì «l'Acea raccoglie acque importanti, da qui passa l'acquedotto dell'Acqua Marcia, ci sono fonti di captazione non solo per l'acqua a uso agricolo, ma anche per quella potabile. E qui c'è un sito tutelato dall'Unesco, Villa Adriana, che deve essere rispettato». 
E a questo punto lo scontro è durissimo. In una lettera del 10 maggio a Mario Monti, a costo di andare in conflitto con la collega Anna Maria Cancellieri, i ministri dell'Ambiente Corrado Clini e dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, sono infatti irremovibili. E non solo manifestano l'irritazione per la scelta del prefetto di incaponirsi su Corcolle «in aperto e pubblico contrasto con i nostri ministeri». Ma ripetono che «Corcolle insiste su un'area vulnerabile del sistema acquifere o regionale caratterizzata da una presenza significativa di pozzi d'uso prevalentemente agricolo, igienico e il domestico, oltre che dalle sorgenti Acquoria e Pantano Borghese, con una portata complessiva di 1.100 litri al secondo, captate da Acea per la rete idropotabile di Roma. La discarica metterebbe a rischio un'importante quota di approvvigionamento idrico della capitale». 
Di più: «La barriera geologica naturale (...) necessaria alla localizzazione di un eventuale discarica, è estremamente ridotta e caratterizzata da una permeabilità non conforme ai requisiti di legge con rischi di contaminazione ambientale del sistema acquifere o regionale». Il prefetto vuole andare avanti «in deroga ai vincoli stabiliti»? Inaccettabile, per i due ministri: «Non è possibile derogare da tali vincoli, come dimostrano le numerose procedure d'infrazione a carico dell'Italia». Non bastasse, «è altamente probabile» che se andasse avanti «l'iniziativa verrebbe bloccata», presumibilmente dalla magistratura, «e di conseguenza il sistema di gestione dei rifiuti di Roma entrerebbe davvero in emergenza».
E allora che senso ha insistere? Quanto a villa Adriana, la lettera ricorda che il ministero dei Beni culturali ha ritenuto «che sia assolutamente improprio consentire un intervento lesivo di un patrimonio culturale e paesaggistico di valenza universale, annoverato tra i siti Unesco e come tale oggetto di un accordo internazionale che obbliga lo Stato alla tutela e alla conservazione».
Cos'altro serve ancora, con lo spettro che l'Unesco possa davvero revocare alla residenza imperiale lo status di «patrimonio dell'umanità», per abbandonare il progetto?
Gian Antonio Stella